Marrakech

To the South of Things in Marocco al Festival di Marrakesh

Marrakech

Dal 21 al 23 aprile Pasqualino Bongiovanni sarà presente alla Terza edizione del Festival Internazionale di Poesia di Marrakesh, in Marocco.

L’edizione di quest’anno è dedicata al poeta assiro-iracheno Sargon Boulus (1944-2007), esponente della Beat Generation americana e traduttore tra gli altri di Allen Ginsberg, Lawrence Ferlinghetti, Gary Snyder e Michael McClure.

Il Festival di Marrakesh, che ha tra i suoi organizzatori il poeta e traduttore marocchino El Habib Louai, oltre a Pasqualino Bongiovanni vedrà la presenza di poeti e artisti provenienti da tutto il mondo, tra cui: Jaki Shelton Green, Hajj Abdul Lateef, Maria Damon, Adeena Karasick, Julie Ezelle Patton, Rina Xhihani, Aman Tewater, Devin Brahja Waldman, Abdelhadi Saïd, Noureddine Bazine, Abderrahim ElKhassar, Houcine Dassagi, Hassan Bendouz Bendouz. El-Habib e Jaki Shelton Green

Durante la kermesse poetica, Bongiovanni e il traduttore Giuseppe Villella presenteranno in anteprima l’ebook della raccolta To the South of Things, pubblicata per la prima volta in formato digitale da Lebeg Edizioni. Alcune poesie tratte dall’opera, tradotte in arabo da El Habib Louai, verranno inoltre pubblicate in un’antologia degli autori presenti al Symposium.

La raccolta To the South of Things, sempre nella traduzione di Giuseppe Villella, era stata pubblicata per la prima volta in Canada nel 2013 a cura dell’Institute of Italian Studies at Lakehead University.

Pentone-in evidenza

Presentazione di “To the South of Things” – Pentone (CZ) – 2014

(di Maria Emanuela Marino)

PENTONE (CZ), 08 agosto 2014 – Nei giorni scorsi Pasqualino Bongiovanni ha presentato la sua opera prima “A sud delle cose” nell’edizione bilingue italiano-inglese “To the south of things” nella Sala Consiliare del Comune di Pentone, gremita di pubblico e appassionata di Calabria e poesia.

L’evento organizzato dalla Pro Loco di Pentone ha riscontrato un enorme successo ed ha regalato ai presenti momenti di commozione e di ritorno indietro nel tempo.
Pasqualino Bongiovanni con i suoi versi tocca le corde più intime dell’animo, le piaghe più profonde che ogni Calabrese possiede.
Dopo i saluti iniziali da parte del presidente dell’Associazione Pro Loco Vitaliano Marino e del consigliere comunale Angelina Capicotto si è entrati nel cuore dell’evento celebrativo.
Pasqualino Bongiovanni giovane poeta di Lamezia Terme (Cz) ha già ricevuto numerosi premi per la sua opera ed è stato paragonato ai grandi della letteratura italiana e ad uno in particolare che ha donato molto alla nostra Regione: Franco Costabile.
L’attaccamento alla propria terra ed il desiderio di raccontare di ogni cosa che le appartiene, è uno dei tratti che li accomuna in assoluto.
Tramite gli ospiti seduti alla tavola rotonda l’uditorio ha avuto la possibilità di entrare nei meandri della poesia di Bongiovanni e di coglierne ogni aspetto. (leggi l’articolo completo)

08@30 - 08 agosto 2014

“To The South Of Things”: Presentata a Pentone l’Opera del lametino Bongiovanni – 8@30 – 08 agosto 2014

8e30PENTONE (CZ) – Nei giorni scorsi Pasqualino Bongiovanni ha presentato la sua opera prima “A sud delle cose” nell’edizione bilingue italiano-inglese “To the south of things” nella Sala Consiliare del Comune di Pentone, gremita di pubblico e appassionata di Calabria e poesia.

L’evento organizzato dalla Pro Loco di Pentone ha riscontrato un enorme successo ed ha regalato ai presenti momenti di commozione e di ritorno indietro nel tempo.
Pasqualino Bongiovanni con i suoi versi tocca le corde più intime dell’animo, le piaghe più profonde che ogni Calabrese possiede.
Dopo i saluti iniziali da parte del presidente dell’Associazione Pro Loco Vitaliano Marino e del consigliere comunale Angelina Capicotto si è entrati nel cuore dell’evento celebrativo.
Pasqualino Bongiovanni giovane poeta di Lamezia Terme (Cz) ha già ricevuto numerosi premi per la sua opera ed è stato paragonato ai grandi della letteratura italiana e ad uno in particolare che ha donato molto alla nostra Regione: Franco Costabile.
L’attaccamento alla propria terra ed il desiderio di raccontare di ogni cosa che le appartiene, è uno dei tratti che li accomuna in assoluto.
Tramite gli ospiti seduti alla tavola rotonda l’uditorio ha avuto la possibilità di entrare nei meandri della poesia di Bongiovanni e di coglierne ogni aspetto.
Enza Andricciola docente di lettere classiche a Roma , esperta e critica della poesia di Bongiovanni, ha sottolineato le tematiche più importanti trattate dal poeta, dando le chiavi per comprendere al meglio certi pilastri, come il concetto di “Sud” che non è solo geograficamente inteso , ma che diviene una “condizione”, un fardello pesante per coloro che vivono in terre come la Calabria ma che non accettano silenziosamente il ruolo marginale che gli è stato affidato. Il poeta racconta senza mezzi termini le difficoltà e le miserie di ritrovarsi in ogni “Sud”.

RESISTERE:Per resistere/non sempre/è necessario/essere/pietra nel pugno/scoglio in tempesta/roccia nel vento./Si può,/forse con più coraggio,/resistere docili/come primula al gelo.
Giuseppe Villella professore di lingue e letterature straniere ha curato la traduzione in inglese dell’opera, pubblicata a Thunder Bay – Ontario nel 2013, e che in precedenza era stata tradotta e pubblicata in spagnolo. Per presentare le edizioni il poeta si è recato dapprima in Argentina e poi Canada dove ad accoglierlo ha trovato comunità di emigrati italiani.
Villella ci ha fatto capire come minuzioso ma anche sorprendente sia il lavoro di traduzione di una poesia dall’italiano all’inglese e come certi significati diventino più carichi e come la lingua restituisca note inaspettate.
Durante il corso della serata sono state lette alcune tra le poesie più belle della raccolta da lettrici madrelingua inglese, figlie di italiani emigrati in Canada, Mirella Rubino e Teresa Marino; e da giovani pentonesi, Sofia Marino, Maria Tarantino, Antonia Marino, Emanuela Pugliese, Amerigo Marino.

Ph. Michele Marino

Ph. Michele Marino

A SUD DELLE COSE:In silenzio/torniamo/dove il mare,/in inverno,/ha colori/sporchi/di sabbia e di sale,/e onde schiumose,/che opacizzano occhiali,/mosse da un vento d’Africa/saturo di polvere./Dai finestrini/giungiamo/a Sud,/dove una madre consuma/ad un focolare/la sua gioventù,/ed un bimbo piange/al suono lento/
e grave/delle campane./Dove le preghiere/sono lunghi mormorii/avvolti in scialli neri./Dove la vita è silenzio,/e la morte, una colpa./Dove il sorriso/è il peccato di una ruga,/ed il pianto,/gocce di sudore nei campi./Così/torniamo a Sud,/a sud delle cose,/dove l’amore è muto/e si dà solo ai Santi.
Altro ospite della serata è stato Franco Santopolo, biologo ed esperto di questioni sociali calabresi, che ci ha raccontato tra storia e tradizione il fenomeno dell’emigrazione, flusso iniziato nell’anno dell’unità d’Italia il 1861, per accentuarsi negli anni 50′ e 70′ del 900 per non arrestarsi più e farsi ancora più forte oggi.
Un fenomeno che ha costretto centinaia di persone ad abbandonare la propria terra per mancanza di lavoro e di possibilità e portare nel cuore ricordi e legami indissolubili, a doversi adattare ad altre culture e sentirsi inadeguati in certi posti perchè Italiani e calabresi.

CANTO DEI NUOVI EMIGRANTI-(Omaggio a Franco Costabile):Non chiedeteci altro!/Abbiamo serrato/le lacrime/con grimaldelli/di rabbia,/con niente./Abbiamo chiuso/con vergogna/tutte le vocali/ampie e sgangherate./Abbiamo imparato/
a ripiegare/in una valigia/la vita,/a riporre/ordinatamente/l’anima/in una scatola./Abbiamo/titoli di speranza/chiusi nella cartella./Cantiamo/musiche a memoria./Bussiamo a tempo/e rispondiamo al ritmo/di qualsiasi pretesa./Svoltiamo/ad ogni nome/segnato sulla carta;/scendiamo alle fermate richieste./Paghiamo il giusto,/prendiamo il resto,/e basta.
Una testimonianza commovente e condivisa da molti nel pubblico è stata quella di Maria Pugliese Potestio che ha raccontato la sua partenza per le Americhe da giovanissima. Oggi a distanza di molti anni sente un richiamo fortissimo verso il suo paese e vi ritorna per molti mesi . Ha parlato di una ferita che non si è mai riemarginata che la fa soffrire ogni volta che lascia i suoi luoghi natii e ai quali pensa con nostalgia.
La poesia di Bongiovanni ha quindi accomunato tutti.

Ogni donna ha ritrovato le proprie mani ed il proprio mondo che una strofa ha rievocato, conducendo a sensazioni antiche.

MANI DI DONNE:Erano livide e fredde/le mani delle donne/curvate a lavare lungo il fi ume/o alle vasche di cemento/al Muraglione./Unghie consumate/a raccogliere olive/tra foglie secche/e pietre d’arenai,/a raschiare la terra/(come galline e cani)/per scovare patate/o in cerca di cicoria e talli/lungo i sentieri./Erano mani di donne/
a infuocare i forni,/a impastare/la farina con l’acqua/e la fatica col sale./Mani a sfogliare vigne/come pagine di calendario/e di un anno intero/da strappare amaro./Mani pazienti/a rammendare la vita,/mani a tessere/dentro al telaio./Mani forti/ad ammaccare il pane,/il pane duro e nero/dentro al mortaio./Mani azzurre/a sciogliere al pozzo/la pietra del verderame,/mani d’inchiostro/immerse nel mosto/in cerca di raspi/da ripulire./Mani bambine/che portano il sonno/tenere e dolci/mani a cullare,/giunte e silenti/nelle notti fredde/sotto le coperte/mani a pregare./Erano queste/(e lo sono ancora)/le mani di molte donne:/mani amorevoli e calme/che pure non vennero/sfiorate mai/da due labbra d’amante,/da un bacio galante/o una carezza appena./

Dedicarsi alla poesia, ad incontri come questi che Pasqualino Bongiovanni ha donato alla comunità pentonese, significa riappropriarsi della propria identità di calabrese, di resistere alle vicende anguste della vita e del tempo, che molto si può portare nei luoghi in cui ci si reca spesso contro la volontà ma per il bisogno di vivere una vita dignitosa. Non è cancellando dalla propria parlata una “cadenza” linguistica forte per la vergogna di essere riconosciuti, che si cancella l’essere calabresi.
Calabresi si nasce e si resta con orgoglio.

Maria Emanuela Marino

(guarda le foto)

Catanzaro-informa-o8 agosto 2014

Poesia, presentata l’opera prima di Pasqualino Bongiovanni – Catanzaro informa – 08 Agosto 2014

catanzaro-informaNei giorni scorsi Pasqualino Bongiovanni ha presentato la sua opera prima “A sud delle cose” nell’edizione bilingue italiano-inglese “To the south of things” nella Sala Consiliare del Comune di Pentone, gremita di pubblico e appassionata di Calabria e poesia.
L’evento organizzato dalla Pro Loco di Pentone ha riscontrato un enorme successo ed ha regalato ai presenti momenti di commozione e di ritorno indietro nel tempo.
Pasqualino Bongiovanni con i suoi versi tocca le corde più intime dell’animo, le piaghe più profonde che ogni Calabrese possiede.
Dopo i saluti iniziali da parte del presidente dell’Associazione Pro Loco Vitaliano Marino e del consigliere comunale Angelina Capicotto si è entrati nel cuore dell’evento celebrativo.
Pasqualino Bongiovanni giovane poeta di Lamezia Terme (Cz) ha già ricevuto numerosi premi per la sua opera ed è stato paragonato ai grandi della letteratura italiana e ad uno in particolare che ha donato molto alla nostra Regione: Franco Costabile.
L’attaccamento alla propria terra ed il desiderio di raccontare di ogni cosa che le appartiene, è uno dei tratti che li accomuna in assoluto.
Tramite gli ospiti seduti alla tavola rotonda l’uditorio ha avuto la possibilità di entrare nei meandri della poesia di Bongiovanni e di coglierne ogni aspetto.
Enza Andricciola docente di lettere classiche a Roma , esperta e critica della poesia di Bongiovanni, ha sottolineato le tematiche più importanti trattate dal poeta, dando le chiavi per comprendere al meglio certi pilastri, come il concetto di “Sud” che non è solo geograficamente inteso , ma che diviene una “condizione”, un fardello pesante per coloro che vivono in terre come la Calabria ma che non accettano silenziosamente il ruolo marginale che gli è stato affidato. Il poeta racconta senza mezzi termini le difficoltà e le miserie di ritrovarsi in ogni “Sud”.
RESISTERE:Per resistere/non sempre/è necessario/essere/pietra nel pugno/scoglio in tempesta/roccia nel vento./Si può,/forse con più coraggio,/resistere docili/come primula al gelo.
Giuseppe Villella professore di lingue e letterature straniere ha curato la traduzione in inglese dell’opera, pubblicata a Thunder Bay – Ontario nel 2013, e che in precedenza era stata tradotta e pubblicata in spagnolo. Per presentare le edizioni il poeta si è recato dapprima in Argentina e poi Canada dove ad accoglierlo ha trovato comunità di emigrati italiani.
Villella ci ha fatto capire come minuzioso ma anche sorprendente sia il lavoro di traduzione di una poesia dall’italiano all’inglese e come certi significati diventino più carichi e come la lingua restituisca note inaspettate.
Durante il corso della serata sono state lette alcune tra le poesie più belle della raccolta da lettrici madrelingua inglese, figlie di italiani emigrati in Canada, Mirella Rubino e Teresa Marino; e da giovani pentonesi, Sofia Marino, Maria Tarantino, Antonia Marino, Emanuela Pugliese, Amerigo Marino.
A SUD DELLE COSE:In silenzio/torniamo/dove il mare,/in inverno,/ha colori/sporchi/di sabbia e di sale,/e onde schiumose,/che opacizzano occhiali,/mosse da un vento d’Africa/saturo di polvere./Dai finestrini/giungiamo/a Sud,/dove una madre consuma/ad un focolare/la sua gioventù,/ed un bimbo piange/al suono lento/e grave/delle campane./Dove le preghiere/sono lunghi mormorii/avvolti in scialli neri./Dove la vita è silenzio,/e la morte, una colpa./Dove il sorriso/è il peccato di una ruga,/ed il pianto,/gocce di sudore nei campi./Così/torniamo a Sud,/a sud delle cose,/dove l’amore è muto/e si dà solo ai Santi.
Altro ospite della serata è stato Franco Santopolo, biologo ed esperto di questioni sociali calabresi, che ci ha raccontato tra storia e tradizione il fenomeno dell’emigrazione, flusso iniziato nell’anno dell’unità d’Italia il 1861, per accentuarsi negli anni 50′ e 70′ del 900 per non arrestarsi più e farsi ancora più forte oggi.
Un fenomeno che ha costretto centinaia di persone ad abbandonare la propria terra per mancanza di lavoro e di possibilità e portare nel cuore ricordi e legami indissolubili, a doversi adattare ad altre culture e sentirsi inadeguati in certi posti perchè Italiani e calabresi.
CANTO DEI NUOVI EMIGRANTI-(Omaggio a Franco Costabile):Non chiedeteci altro!/Abbiamo serrato/le lacrime/con grimaldelli/di rabbia,/con niente./Abbiamo chiuso/con vergogna/tutte le vocali/ampie e sgangherate./Abbiamo imparato/
a ripiegare/in una valigia/la vita,/a riporre/ordinatamente/l’anima/in una scatola./Abbiamo/titoli di speranza/chiusi nella cartella./Cantiamo/musiche a memoria./Bussiamo a tempo/e rispondiamo al ritmo/di qualsiasi pretesa./Svoltiamo/ad ogni nome/segnato sulla carta;/scendiamo alle fermate richieste./Paghiamo il giusto,/prendiamo il resto,/e basta.
Una testimonianza commovente e condivisa da molti nel pubblico è stata quella di Maria Pugliese Potestio che ha raccontato la sua partenza per le Americhe da giovanissima. Oggi a distanza di molti anni sente un richiamo fortissimo verso il suo paese e vi ritorna per molti mesi . Ha parlato di una ferita che non si è mai riemarginata che la fa soffrire ogni volta che lascia i suoi luoghi natii e ai quali pensa con nostalgia.
La poesia di Bongiovanni ha quindi accomunato tutti. Presentazione-PentoneOgni donna ha ritrovato le proprie mani ed il proprio mondo che una strofa ha rievocato, conducendo a sensazioni antiche.
MANI DI DONNE:Erano livide e fredde/le mani delle donne/curvate a lavare lungo il fi ume/o alle vasche di cemento/al Muraglione./Unghie consumate/a raccogliere olive/tra foglie secche/e pietre d’arenai,/a raschiare la terra/(come galline e cani)/per scovare patate/o in cerca di cicoria e talli/lungo i sentieri./Erano mani di donne/a infuocare i forni,/a impastare/la farina con l’acqua/e la fatica col sale./Mani a sfogliare vigne/come pagine di calendario/e di un anno intero/da strappare amaro./Mani pazienti/a rammendare la vita,/mani a tessere/dentro al telaio./Mani forti/ad ammaccare il pane,/il pane duro e nero/dentro al mortaio./Mani azzurre/a sciogliere al pozzo/la pietra del verderame,/mani d’inchiostro/immerse nel mosto/in cerca di raspi/da ripulire./Mani bambine/che portano il sonno/tenere e dolci/mani a cullare,/giunte e silenti/nelle notti fredde/sotto le coperte/mani a pregare./Erano queste/(e lo sono ancora)/le mani di molte donne:/mani amorevoli e calme/che pure non vennero/sfiorate mai/da due labbra d’amante,/da un bacio galante/o una carezza appena./Dedicarsi alla poesia, ad incontri come questi che Pasqualino Bongiovanni ha donato alla comunità pentonese, significa riappropriarsi della propria identità di calabrese, di resistere alle vicende anguste della vita e del tempo, che molto si può portare nei luoghi in cui ci si reca spesso contro la volontà ma per il bisogno di vivere una vita dignitosa. Non è cancellando dalla propria parlata una “cadenza” linguistica forte per la vergogna di essere riconosciuti, che si cancella l’essere calabresi.
Calabresi si nasce e si resta con orgoglio.

(guarda le foto)

Pentone - in evidenza

Presentazione “To the South of Things” – Pentone (CZ) – 06 agosto 2014

Presentazione-Pentone

Presentazione della raccolta “To the South of Things”
a cura della Proloco di Pentone

06 agosto 2014 – ore 18.00
Sala del Consiglio Comunale
Pentone

Pasqualino Bongiovanni sarà ospite a Pentone (CZ) mercoledì 6 agosto 2014.
Presenterà la sua opera “A sud delle cose” nell’edizione bilingue “ To the South of Things” (Thunder Bay, Ontario, Canada-2013).
L’evento organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco di Pentone si svolgerà nella Sala consiliare del Comune della cittadina alle ore 18:00.
Verranno letti alcuni dei brani più belli del poeta e saranno proiettate alcune immagini della visita di Bongiovanni in Canada in occasione della presentazione ufficiale dell’edizione in inglese pubblicata dall’ Institute of Italian Studies Lakehead University – Thunder Bay (Ontario – Canada).
Saranno presenti diversi ospiti che introdurranno il pubblico alla Poesia di Bongiovanni ed alle tematiche più importanti.
Interverranno emigrati pentonesi in Canada e nel mondo.
Al termine della presentazione gli ospiti saranno guidati nella visita della sede dell’Associazione e del Museo della Civiltà contadina lì allestito.

(guarda le foto dell’evento)

Giuseppe Vultaggio legge la motivazione della Giuria

Premio Voci Città di Abano Terme, Premio della critica per Bongiovanni

Premio Voci Città di Abano Terme (PD) – IX edizione

Premio della critica per “To the South of Things” di Pasqualino Bongiovanni

edizione bilingue italiano-inglese di “A sud delle cose” - traduzione a cura di Giuseppe Villella
pubblicato da Institute of Italian Studies – Lakehead University
Thunder Bay – Ontario, Canada – 2013

Galà della cerimonia di premiazione
07 giugno 2014
Alexander Palace – Centro Congressi delle Venezie
Via Martiri d’Ungheria
Abano Terme (PD)

Premio Città di Abano Terme

Premio Voci Città di Abano Terme – Premio della critica per “To the South of Things”

Locandina-VOCI2

Premio Voci Città di Abano Terme (PD) – IX edizione

Premio della critica per “To the South of Things” di Pasqualino Bongiovanni

edizione bilingue italiano-inglese
traduzione a cura di Giuseppe Villella
pubblicato da Institute of Italian Studies – Lakehead University
Thunder Bay – Ontario, Canada – 2013

Galà della cerimonia di premiazione
07 giugno 2014 – ore 15.30
Alexander Palace – Centro Congressi delle Venezie
Via Martiri d’Ungheria
Abano Terme (PD)

(Guarda le foto della premiazione)

Margutte - febbraio 2014

A sud delle cose – To the South of Things – Margutte – febbraio 2014

Margutte1di FRANCES FAHY

Per comprendere appieno il titolo della raccolta di poesie di Bongiovanni è forse utile sapere che nella mentalità italiana “sud” è spesso sinonimo di primordiale e, in un certo qual modo, di ancestrale. Ancora di più nella mentalità di quella gente del Sud che prova la sensazione primitiva di sentirsi completamente radicata in un luogo da cui è impossibile staccarsi ma verso il quale è quasi disdicevole nutrire affetto.

In questi versi amore, amarezza, rabbia, rassegnazione, incomprensione, gelosia si intersecano e si offuscano a tal punto da far emergere qualcosa di nuovo, una sensazione quasi impossibile da definire.

Bongiovanni è consapevole che il tempo può essere diluito e cristallizzato.

Qui nella piana niente di nuovo,
amici miei,
è solo vita che scorre…
… grigia e stanca
come l’acqua del fiume
dopo le cascate
e le bianche schiume. (E’ solo vita che scorre)

Ma è consapevole anche che il cambiamento è costante e inevitabile e, a tratti, impercettibile. A volte sembra abbracciare i mutamenti, altre volte invece, da essi si sente offeso, come se l’atto di riconoscere il cambiamento fosse già di per sé tradire .

I suoi versi cesellati contengono suoni di voci che riecheggiano tempi andati. Ascolta, e percepisce anche, nuove voci. Le assorbe, ma non le sente proprie.

Si sente più a suo agio con i suoni lamentosi, quasi arcaici, di un tempo indefinito che ora esiste soltanto nella nostra memoria collettiva. In realtà questa “lamentela” può diventare uno struggente auto compiangersi.

Non c’è cosa più amara
che esser solo la sera
e aver voglia di uscire,
di parlare a qualcuno,
e chiamando al telefono
non trovare nessuno. (In una sera d’estate)

I suoi versi sono immagini in bianco e nero – nitidi, caustici , singolari. Sono i suoni di gente che conosce il valore di ogni parola e di ogni pausa: alcune preziose, altre impacciate.

Dov’è la luce
che secca
la terra sotto i piedi,
la gramigna tra le dita? (Preghiera)

(traduzione di Giuliana Manfredi)

Pasqualino Bongiovanni, “To the South of Things. A Sud delle cose”, Insitute of Italian Studies, Lakehead University, Canada (edizione bilingue).