“A sud delle cose” – Roma, 2017 (I ed. 2006)

A sud delle cose - 500pxA sud delle cose

(I edizione – Roma, 2006)

Lebeg Edizioni – Roma, 2017 – pp. XIV – 104

ISBN: 978-88-99599-06-5

Disponibile anche in formato E-book (EPUB e MOBI)

ISBN: EPUB: 978-88-99599-03-4; MOBI: 978-88-99599-04-1

 

Le sue poesie, così amare e così cariche di ricordi di una terra amatissima e sofferta, mi fanno capire l’anima nascosta della Calabria, la sua antica civiltà e anche il mal vivere che ogni tanto si manifesta.

Mario Rigoni Stern

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Vi era, vi è ancora – e Bongiovanni ne è un valido rappresentante – una poesia “meridionale” che ha connotati suoi ben riconoscibili, non solo e non tanto per le tematiche “sociali” (che, se abusate, potrebbero riuscire stucchevoli e di maniera), ma proprio per il tipo di approccio lirico alle cose, che sono guardate con un disincanto venato di triste tenerezza quando si riconosce ad esse di non poter essere altro di quello che sono, pur se il loro essere quello che sono è un’ansia amara di voler essere altro. Così, in questo tipo di poesia, che è la sua, e che si pone “a sud delle cose”, l’abbandono lirico non è ripiegamento intimistico, ma arrendevolezza suadente e sapiente di un “io” più esteso, corale o forse anche “panico”.

                                                                                              Alessandro Centinaro

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Il giovane poeta di Lamezia Terme fa in modo che le sue poesie profumino delle tipicità del sud, dei suoi colori e delle sue ricchezze, della fierezza e dei drammi di una terra che trasuda storia. La poesia, parente stretta della preghiera, illumina ciò che è nascosto nell’anima delle cose e ne scorge la filigrana per indicarla a coloro che vogliono conoscere veramente. Belle poesie a cui abbandonarsi per conoscere la Calabria chiudendo gli occhi e aprendo l’anima.

Tonio Dell’Olio

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Solo quando il poeta meridionale si è sollevato dalla condizione di semplice cantore della propria terra ed è penetrato, con i propri temi, in quella sfera che riguarda temi e sentimenti universali, solo allora ha superato i confini di una costretta geografia letteraria. E’ stato il caso di Sinisgalli, di Quasimodo e di pochi altri. E crediamo che sia il caso di Pasqualino Bongiovanni, giovane e già noto poeta lametino che con la sua raccolta A sud delle cose compie un percorso nel cuore della sua terra e, in forme e modi simultanei, arriva dentro al cuore di ogni terra e di ogni singolo uomo.

Anna Stella Scerbo

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Pasqualino Bongiovanni, giovane poeta calabrese, nella raccolta A sud delle cose vive la sua poesia e la fa vivere, attraverso la parola, il suono, la perfetta unione tra significante e significato, nella sintesi colta saussurrianamente nel segno, che va a fermare un tempo reale, tattile e quasi verbo-visivo, per efficacia e sintesi di parola scalpellata a bulino, atta a restituire immagini sull’onda del disagio che vivono i personaggi chiave delle sue poesie [...] anche quando lo scandaglio affonda inesorabilmente nella vicenda storico-sociale-individuale, il discorso si eleva ad alto livello e si fa paradigma dell’umana avventura di tutti gli uomini del Sud.

Lia Bronzi